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Bonus bollette 2025
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto bollette: al centro della strategia del governo ci sono il potenziamento del bonus sociale e un allargamento della platea. Ecco chi potrà usufruire dell’aiuto economico e in cosa consisterà.
- Ma cos’è il bonus sociale? Si tratta di uno sconto sulle bollette di luce, gas e acqua riservato alle famiglie in difficoltà economica per sostenere le spese legate alle utenze essenziali
Quali sono i requisiti
Per ottenere le agevolazioni sono necessari alcuni requisiti economici, misurati tramite l’Isee. Come si legge sul sito di Arera, l’autorità per l’energia, il cittadino ha diritto al bonus:
- Quando l'Isee non è superiore a 9.530 europer famiglie con massimo 3 figli a carico
- Quando l'Isee non è superiore a 20 mila euro per le famiglie numerose con almeno 4 figli a carico
In cosa consiste il nuovo aiuto
- L’agevolazione approvata dal Consiglio dei ministri è pari a 200 euro una tantum e spetterà a tutti coloro che hanno un Isee inferiore a 25 mila euro. Secondo una stima del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, la platea dovrebbe essere pari a circa 8 milioni di famiglie
Come inviare la domanda
- Al momento non sono ancora note le modalità di invio della domanda, ma sembra che la procedura possa essere la stessa dei bonus sociali, ovvero senza bisogno di compilare dei moduli o effettuare una richiesta formale perché gli scontiverranno applicati direttamente nelle bollette
Quando arriverà il contributo
- Come spiega il comunicato del Consiglio dei ministri, il contributo straordinario di 200 euro per le famiglie previsto dal decreto bollette "sarà riconosciuto nel secondo trimestre 2025 a chi ha già presentato l'Isee e nel primo trimestre utile in caso di nuova presentazione"
FONTE: Sky TG 24
Fine del Mercato Tutelato Luce e Gas: cosa succederà dal Gennaio 2024?
Con la legge n. 6 del 13 gennaio 2023, che converte in legge il decreto legislativo 176 del 18 novembre 2022 contenente disposizioni urgenti sul settore energetico, è stata introdotta la nuova data da cui decorrerà la fine del mercato tutelato: 10 gennaio 2024.
Salvo eventuali tempi tecnici necessari a mandare a regime le nuove procedure, a partire da gennaio 2024 il Servizio di Maggior Tutela cesserà di esistere ed entrerà in vigore l’obbligo di passare al Mercato libero dell’energia.
Le utenze luce aziendali, hanno effettuato tale passaggio nel 2021 e nel corso del 2023 c’è stato il passaggio definitivo al mercato libero per tutte le microimprese e utenze professionali con potenze inferiori ai 15 kW. Il passaggio al mercato libero per le utenze domestiche avverrà a gennaio 2024.
Anche le utenze luce domestiche avrebbero dovuto seguire lo stesso iter delle microimprese con il passaggio al mercato libero nel 2023. Il Governo ha deciso di rinviare a Gennaio 2024 la fine della Maggior tutela sia per le forniture di energia elettrica che di gas metano.
Cosa succedeRa' a Gennaio?
Come spiegato dall’Autorità ARERA nella sua comunicazione sulla fine del mercato tutelato, il passaggio al Mercato Libero avverrà attraverso la transizione nel cosiddetto Servizio a Tutele Graduali (STG).
I fornitori sono quelli del mercato libero, assegnati mediante aste su base territoriale. Le tariffe sono applicate sulla base di modelli definiti PLACET, con prezzi definiti dall’Autorità sempre su base periodica.
Le forniture saranno sempre garantite e non ci saranno cambi di contatori o di impianti o altro. Semplicemente cambieranno gli intestatari delle fatture e cambieranno le aziende a cui bisognerà pagare le bollette.
Nella prima fase del Servizio a Tutele Graduali, le tariffe PLACET saranno erogate ancora dal vecchio fornitore, per un periodo di 6 mesi, per cui le bollette potranno essere pagate ai soliti riferimenti e chi ha la domiciliazione bancaria non dovrà fare alcuna variazione.
Trascorsa la prima fase del Servizio a Tutele Graduali, verrà assegnato il nuovo fornitore, per cui andranno attivati nuovamente i servizi di addebito diretto, per chi ne faceva uso, usando i riferimenti del nuovo fornitore, se si vuole mantenere una tariffa PLACET con un’azienda a caso.
Il passaggio al mercato libero non sarà un’opzione, ma sarà un passaggio obbligato per tutti i consumatori che sono ancora legati al vecchio fornitore dell’energia elettrica e del gas.
Chi decide di passare oggi al mercato libero, potrà beneficiare di:
- importanti occasioni di risparmio, perché la disponibilità di varie forme contrattuali e vari listini consente di trovare una tariffa adatta alle proprie esigenze di consumo, garantendo risparmi spesso anche importanti
- maggiore controllo dei consumi, in quanto quasi tutti gli operatori del mercato libero offrono servizi digitali evoluti, in grado di garantire un controllo migliore dei consumi, consentendo alle famiglie di intervenire tempestivamente su sprechi e cattive abitudini di consumo, riducendo notevolmente le bollette
Il modo migliore per trovare la tariffa più conveniente per la fornitura dell’energia elettrica o del gas metano è quello di affidarsi ad un professionista che farà un analisi dei consumi e sceglierà, consiglierà la miglior soluzione possibile per le esigenze di ogni cliente domestico o business.
E se non ti trovi bene con il nuovo e vuoi cambiare non preoccuparti, non succede nulla. Non ci sono vincoli di durata contrattuale e potrai cambiare quando vuoi,
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ENERGIA: CHE INIZIO ANNO SARA'
L'inizio del 2023 registra il PUN con un prezzo d'acquisto medio sotto i 200 €/MWh, e una riduzione del prezzo del gas, con un prezzo d'acquisto medio sotto i 70 €/MWh (consultabile dal sito del GME).
Nonostante questo i clienti si trovano di fronte due scenari:
Prezzo fisso non disponibile, oppure prezzo fisso con prezzi "fuori mercato" rispetto al reale andamento del PUN.
Pertanto, ad oggi, i contratti a prezzo variabile siano più convenienti rispetto ad eventuali prezzi fissi presenti sul mercato (prettamente per domestici).
La scelta di un prezzo variabile, con l'auspicio di un continuo andamento come quello attuale, può dare un po' di sollievo rispetto al 2022.
Questi ultimi avvenimenti che hanno segnato particolarmente il 2022 hanno confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia fondamentale avvalersi di persone competenti e che possano seguire l'andamento del mercato e consigliare per il meglio i propri clienti.
BONUS BATTERIE: COS'E' E A CHI SPETTA
Fonte: investireoggi.it
19 Dicembre 2022
L’Agenzia delle Entrate ha da poco pubblicato il provvedimento n. 382045 con il quale viene data piena attuazione al cosiddetto bonus sistemi di accumulo dell’energia elettrica (anche detto bonus batterie). Si tratta di un contributo per le spese di installazione di sistemi di accumulo dell’energia collegati a impianti alimentati da fonti rinnovabili, come i pannelli fotovoltaici. Vediamo meglio di cosa si tratta e come è possibile farne richiesta.
Bonus sistemi di accumulo dell’energia elettrica, cos’è e a chi spetta
Il bonus in argomento introdotto dall’articolo 1, comma 812, della legge n. 234/2021, spetta alle persone fisiche che nel 2022 hanno sostenuto spese per l’installazione di sistemi di accumulo integrati in impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili, come i pannelli fotovoltaici.
L’importo del contributo non è ancora noto. Esso, infatti, dipende dal numero di domante e delle spese sostenute. In particolare, la percentuale di sconto sarà determinata dal rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate (3 milioni di euro per l’anno 2022) e l’ammontare complessivo delle spese agevolabili indicate nelle istanze pervenute.
Tale percentuale può arrivare anche al 100 per cento. Ovviamente, in questo caso il totale di spesa delle istanze pervenute all’Agenzia delle Entrate non deve essere superiore ai 3 milioni di euro previsti. Soltanto in un secondo momento, dunque, sarà comunicata l’effettiva percentuale di fruizione del bonus sistemi di accumulo dell’energia elettrica.
Come è possibile farne richiesta ed entro quando?
Con il decreto del 6 maggio 2022, il Ministro dell’economia e delle finanze ha definito le modalità attuative per accedere al bonus in argomento.
In particolare, l’istanza deve essere presentata a partire dal 1° marzo 2023 ed entro il 30 marzo 2023, esclusivamente con modalità telematiche.
E’ necessario utilizzare il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet della stessa Agenzia.
Entro 5 giorni dalla presentazione della domanda, ai richiedenti sarà rilasciata una ricevuta di presa in carico o scarto della stessa con le relative motivazioni. Tale ricevuta sarà disponibile nella stessa area riservata del sito internet dell’ADE.
Entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande, l’Agenzia delle entrate comunicherà con apposito provvedimento la percentuale del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun beneficiario.
Il Bonus sistemi di accumulo dell’energia elettrica è utilizzabile, in diminuzione delle imposte dovute, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale sono state sostenute le spese agevolabili. L’eventuale ammontare del credito non utilizzato potrà essere usufruito nei periodi di imposta successivi.
AUMENTO BOLLETTE ENERGIA ELETTRICA: I MOTIVI DEI RINCARI E IL CONFRONTO CON I PAESI UE
Fonte: quotidiano.net
Facciamo chiarezza sui motivi della stangata d'autunno. Le associazioni consumatori: stangata complessiva da quasi 1.300 euro a famiglia
Roma, 14 settembre 2021 - è in arrivo una nuova stangata sulle bollette di luce e gas. A lanciare l'allarme è stato proprio il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani che, per il prossimo trimestre, ha parlato di aumento del 40%. Ma perché questi aumenti? E quanto peseranno sul portafogli degli italiani? Vediamo di fare un po' di chiarezza sulle dinamiche di questo 'autunno caldo'.
Sommario:
- I numeri della stangata
- I motivi degli aumenti
- I costi della CO2
- Il costo dell'autotrasporto
- L'aumento del gas
- L'obiettivo del Governo
- Gli aumenti in Europa
I numeri della stangata
Intanto sulle date: tra circa due settimane, e cioè precisamente il primo ottobre, si saprà con certezza quanto pagheremo di più per le bollette. Sarà l'Arera, l'Autorità per l'Energia, a stabilire nel suo aggiornamento trimestrale di quanto sarà l'aumento: rincari che potrebbero arrivare a 100 euro l'anno per la luce e a 400 euro per il gas. Molto più pesante la stima di Assoutenti e Movimento Consumatori, secondo cui l'aumento delle tariffe di luce e gas del +40% produrrebbe effetti a cascata sui listini al dettaglio causando una stangata complessiva da quasi +1.300 euro annui a famiglia: + 500 euro annui per le forniture (per una famiglia con due figli), cui vanno ad aggiungersi i maggiori costi dell'intero sistema produttivo e distributivo, con ripercussioni sui prezzi al dettaglio e sulle tariffe. In base alle elaborazioni gli effetti indiretti sui listini al dettaglio peserebbero per +768 euro annui a famiglia, di cui +140 euro solo per gli alimentari, e +174 euro per la voce trasporti, portando il conto complessivo della stangata a sfiorare i 1.300 euro a nucleo familiare.
Ancora più salato il conto di Coldiretti, secondo cui per effetto dell'aumento delle tariffe la spesa annuale in bollette di luce e gas delle famiglie italiane potrebbe arrivare a 1820 euro con un impatto sui conti delle famiglie ma anche sui costi delle imprese rendendo più onerosa la produzione.
Perché questi aumenti?
Innanzitutto, il mercato dell'energia sta registrando un trend al rialzo dei prezzi di gas ed energia elettrica che dallo scorso luglio ha assunto livelli record. Tra le cause, vanno considerate l'ascesa dei prezzi delle materie prime dovuta alla ripresa economica su scala globale e le ridotte forniture di gas, in particolare quelle dalla Russia.
Ma tra i motivi di questa mpennata c'è anche la crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2, chiamati con un acronimo Ets (Emission Trading Scheme).
I costi della CO2
Il sistema di "emissioni" stabilito dalla Ue si basa essenzialmente su un principio: le grandi aziende di tutta Europa - in Italia sono 1.200 - devono pagare per poter inquinare. Negli ultimi mesi c'è stato un incremento dei costi dei permessi delle emissioni di CO2. Ma il meccanismo è tale che si possono dar luogo a delle speculazioni.
Si tratta del metodo 'cap-and-trade', che consente di scambiare le emissioni. Vale a dire, è un sistema di autorizzazioni a inquinare per le aziende europee, che acquistano, ricevono e scambiano queste quote di emissione. Se un'azienda inquina di più di quanto previsto si trova costretta a comprare altri permessi, aggiungendo quindi un nuovo costo, mentre chi riuscirà a ridurre le emissioni può invece venderli. Visto che le politiche sempre più ristrettive della Ue hanno fatto aumentare la domanda di permessi, si sta verificando un boom dei prezzi dei diritti.
Ora sono ai massimi storici e cioè attorno a 50 euro per tonnellata di CO2, un costo che le aziende devono poi recuperare e che va a finire sui costi della bolletta energetica e quindi sulle tariffe dei consumatori.
Il costo dell'autotrasporto
In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante è pari a 1,12 €/km, più alto di nazioni come la Francia (1.08 €/km) e la Germania (1.04 €/ km), ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell'Europa dell'Est: in Lettonia il costo dell'autotrasporto è di 0,60 €/km, in Romania 0.64 €/km; in Lituania 0,65 €/km, in Polonia 0.70 €/km secondo l'analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga.
L'aumento del gas
Secondo l'Arera, il prezzo a termine del terzo trimestre 2021 "risulta in aumento di circa il 50% rispetto a quello utilizzato per l'aggiornamento del secondo trimestre 2021". Si preannuncia quindi un forte aumento in bolletta. Ma perché? Nonostante la crescita di produzione energetica avvenuta negli ultimi anni e la diffusione di impianti delle fonti rinnovabili, la maggior parte del fabbisogno energetico in Italia viene coperta con il gas che, nonostante sia una delle fonti meno inquinanti, rimane una delle più care perché di importazione.
A questo si aggiunge il fattore meteorologico: abbiamo vissuto una primavera particolarmente fredda, con temperature più basse della media fino a maggio, mentre l'estate è stata molto calda con livelli record di afa. Una tempesta perfetta che ha fatto lievitare il prezzo del gas, la cui domanda è aumentata prima per il riscaldamento domestico e poi per produrre energia per compensare la domanda crescente di elettricità per alimentare condizionatori nonchè impianti di raffreddamento delle abitazioni e degli uffici.
A questo, va aggiunto anche il fatto che è stata l'Asia la prima a uscire dall'emergenza e a ripartire economicamente. E cosi' le navi "gasiere" sono partite prima alla volta della Cina, o della Corea o del Giappone e soltanto dopo verso l'Europa. Inoltre, sono calate le esportazioni della Russia verso la Ue, per le difficoltà politiche nel raddoppio del gasdotto North Stream. Insomma, i prezzi europei del gas sono cresciuti di oltre il 30% nel secondo trimestre del 2021 rispetto al primo.
L'obiettivo del Governo
Il governo si è già mosso agli inizi di luglio stanziando 1,2 miliardi proprio grazie alla vendita degli Ets, per evitare che gli effetti dei rialzi colpissero in modo pesante le tasche dei consumatori. Ma ora sta pensando a una riforma compiuta degli oneri generali di sistema proprio per alleggerire il fardello di voci che gravano in bolletta e nella prospettiva di trasferire sotto la fiscalità generale gli oneri per il sostegno alle energie rinnovabili.
Organismi come Arera hanno già indicato la necessità di eliminare in bolletta 'gli oneri non direttamente connessi agli obiettivi di sviluppo ambientalmente sostenibile e quelli finalizzati al contrasto della povertà energetica'. Si tratta di voci come i costi relativi allo smantellamento delle centrali nucleari dismesse o come gli oneri a copertura del regime tariffario speciale riconosciuto alla società Rfi per i consumi di elettricità relativi ai servizi ferroviari su rete tradizionale.
Cosa succede in Europa
La stangata autunnale in arrivo non riguarda solo l'Italia, ma tutte le principali economie. Ad esempio, la Spagna sta già correndo ai ripari: ieri il premier Pedro Sanchez, ha annunciato una riduzione dell'imposta sull'elettricità dal 5,1% allo 0,5% per alleggerire la bolletta. Secondo un report de "El Pais", le tariffe stanno aumentando moltissimo anche in Germania, che ha anche tradizionalmente quella elettrica più cara dell'Ue. Peraltro il mix energetico della Germania è ancora fortemente dipendente dal carbone e dal gas naturale, che sono diventati più costosi negli ultimi mesi e questo assieme all'aumento dei costi della C02, ha fatto salire il costo per megawattora. Ma i costi ancora non si fanno sentire in bolletta perchè in Germania la fornitura è contrattata per periodi di uno o due anni e ad un prezzo fisso.
Stesso discorso per la Francia: anche qui i costi dell'energia stanno salendo ma i consumatori non ne stanno risentendo perchè la maggior parte ha una tariffa fissa con il gigante EDF (di proprietà statale per più dell'80%) che è regolata annualmente.
STANGATA SENZA PRECEDENTI: BOLLETTE PIU' CARE DEL 30% IL GAS E 20% L'ELETTRICITA'
Fonte: ilsole24ore.com
Escono le prime stime sulla revisione dell’Arera in arrivo il 1° di ottobre. Un intervento del Governo può solo attenuare i rincari per i consumatori
di Jacopo Giliberto
10 settembre 2021Aggiornato il 14 settembre alle 9.02
Balzano i prezzi dell'energia, il governo studia il taglio delle bollette
I punti chiave
- Rincari: l’analisi trimestrale dell’Enea
- Rischio aumenti tra il 20 e il 30%
- I rincari dei carburanti
- Preoccupazioni delle imprese
- Le rinnovabili crescono in Borsa
- L’analisi dell’Enea
I rincari dell’energia avranno un contraccolpo davvero punitivo in ottobre quando verranno aggiornati contratti e tariffe. La colpa questa volta non è del solito petrolio: bisogna guardare come si è spostato l’asse del settore energetico, e in particolare le speculazioni internazionali sul metano e sulle emissioni Ets di anidride carbonica, il gas accusato di scaldare il clima.
Rincari: l’analisi trimestrale dell’Enea
Già nei mesi scorsi i rincari avevano colpito: l’Enea nell’Analisi trimestrale del sistema elettrico diffusa ieri ha rilevato che già nella prima metà dell’anno in Italia erano in forte aumento i consumi di energia, i costi e anche le emissioni di CO2, diventate carissime; inoltre già il 1° luglio le bollette di luce e gas avevano avuto un aumento consistente. Ma, in attesa che il Governo dispieghi le sue decisioni per mitigare i rincari, i numeri per l’autunno sono molto seri.
Rischio aumenti tra il 20 e il 30%
Prudenza massima, le previsioni sono fumose, le scelte del Governo possono piegare in meglio gli avvenimenti, meglio aspettare dopo il secondo capoverso dell’articolo prima di scriverne, ma gli economisti dell’energia sono molto allarmati: il 1° ottobre le bollette del gas potrebbero crescere oltre il 30%, quelle della corrente elettrica del +20%. Il ministro della Transizione Ecologica Cingolani ha addirittura anticipato un aumento del 40% della bolletta della luce.
Il 1° ottobre l’autorità dell’energia Arera aggiornerà come ogni tre mesi le tariffe di corrente elettrica e gas, avvicinandole ai costi di produzione e ai mercati internazionali. Nello stesso giorno partiranno i contratti annuali di fornitura ai grandi consumatori e alle imprese, poiché per convenzione l’anno termico contrattuale va dal 1° ottobre al 30 settembre.
ELETTRICITÀ SALATA
I rincari dei carburanti
Si rafforza anche il prezzo dei carburanti, ma meno. In questo caso il ruolo della materia prima, il petrolio, rappresenta appena un terzo del prezzo finale, mentre i due terzi sono rappresentati dalle penalizzazioni fiscali. Alla rilevazione condotta il 6 settembre dal ministero dello Sviluppo economico, la benzina costa in media 1,65 euro al litro, di cui 62 centesimi di costo industriale e 1,03 euro di disincentivo fiscale, e il gasolio 1,50 euro al litro di cui 61 centesimi di costo industriale e 89 centesimi di fisco.
Preoccupazioni delle imprese
Le imprese sono molto preoccupate dei rincari. Tutte le imprese; sono preoccupati i grandi consumatori elettrici per i quali l’energia è una voce primaria di costo di produzione, come la chimica, la lavorazione dei metalli, l’industria cartaria, la produzione del vetro, la ceramica; preoccupate le imprese alimentari che hanno consumi di vapore oppure la panificazione nei forni; ma anche le imprese piccole e medie, gli artigiani, i supermercati e i negozi per i banchi surgelatori, le celle frigorifere, la climatizzazione e tutte le altre applicazioni della corrente elettrica e del gas.
Ma sono preoccupate anche le aziende energetiche. Molte di essere sono espostissime, diverse si approvvigionano a prezzo pieno e potrebbero trovarsi di fronte a clienti in morosità. È uno dei temi caldi all’assemblea di Elettricità Futura in programma venerdì a Milano.
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IN eUROPA LE ENERGIE RINNOVABILI HANNO SUPERATO PER LA PRIMA VOLTA LE FOSSILI
La notizia arriva dal quinto rapporto annuale pubblicato da Ember and Agora Energiewend a fine gennaio nel quale viene monitorata la produzione di energia elettrica a partire dalle varie tipologie di sorgenti disponibili.
Per la prima volta nella storia europea, complessivamente, le risorse rinnovabili hanno scalzato i combustibili fossili come primaria fonte di elettricità.
- https://www.infodata.ilsole24ore.com/2021/02/11/proposito-transizione-ecologica-europa-le-energie-rinnovabili-superato-la-volta-le-fossili/
POTENZA CONTATORE ENERGIA PER IL DOMESTICO
La potenza del contatore di un utenza domestica è solitamente di 3 kw. Laddove però in casa fossero presenti elettrodomestici energivori potrebbe essere necessaria una potenza maggiore. La potenza impegnata è la potenza che il cliente ha attivato nella sottoscrizione del contratto di fornitura; la potenza disponibile è invece la potenza massima utilizzabile su un contatore e solitamente è il 10% in più rispetto a quella contrattuale. Quando si supera questo valore il contatore scatta e probabilmente è necessario aumentare la potenza del proprio contatore. Questo avviene quando ci sono elettrodomestici attivi contemporaneamente. Il consumo di ogni elettrodomestico varia oltre che per la dimensione anche per la classe energetica e più elettrodomestici sono presenti in casa maggiore sarà la necessità di potenza.
Ovviamente la bolletta risente della potenza del contatore. La voce che la comprende è la quota potenza, è un costo fisso (circa 7 euro per anno) per kw impegnato. Si passa quindi da un costo mensile di 1,75 Euro circa per un contatore con una potenza di 3 kw a un costo di 2,60 Euro circa per una potenza di 4,5 kw.
Anche aumentare (o diminuire) la potenza del contatore comporta un costo (una tantum). In questo caso varia da fornitore a fornitore e prevede un costo di circa 70 euro per kw. Quando si richiede al proprio fornitore un aumento o diminuzione di potenza il fornitore stesso entro due giorni deve comunicare alla società di distribuzione la richiesta.
eVOLUZIONE DEI MERCATI AL DETTAGLIO
Il percorso per la fine della tutela di prezzo nei settori elettrico e gasLa legge 4 agosto 2017, n. 124, "Legge annuale per il mercato e la concorrenza" ha stabilito, dal 1° luglio 2019, la fine della tutela di prezzo fornita dall'Autorità per i settori dell'energia elettrica (per i clienti domestici e le piccole imprese connesse in bassa tensione) e del gas naturale (per i clienti domestici), individuando a tal fine un percorso a beneficio dei clienti finali di piccole dimensioni. Tale scadenza è stata rinviata al 1° luglio 2020 in seguito all'approvazione della Legge di conversione del decreto legge n. 91/2018 (c.d. Milleproroghe) - Legge 108 del 21 settembre 2018.Il decreto legge n. 162/2019 (c.d. Milleproroghe) ha previsto un ulteriore rinvio della fine della tutela di prezzo al 1° gennaio 2021 per le piccole imprese e al 1° gennaio 2022 per i clienti domestici.Già oggi i clienti finali di piccole dimensioni (quali famiglie e piccole imprese) hanno la facoltà di passare al "mercato libero", dove è il cliente a decidere quale venditore e quale tipo di contratto scegliere, selezionando l'offerta ritenuta più adatta alle proprie esigenze.Dal 1° gennaio 2018, i clienti finali interessati dalla modifica normativa ricevono, secondo le modalità definite dall'Autorità, un'informativa da parte del proprio venditore in relazione al superamento delle tutele di prezzo.Dopo che i servizi di tutela non saranno più disponibili, ai clienti di piccola dimensione che non avranno un venditore nel mercato libero la continuità della fornitura di energia elettrica e/o gas naturale sarà comunque garantita affinché il cliente non subisca alcuna interruzione durante il periodo necessario a trovare un venditore sul mercato libero. L'Autorità garantirà la pubblicizzazione e la diffusione delle informazioni in merito alla piena apertura del mercato e alle modalità di svolgimento dei servizi.Per tutte le informazioni è attivo lo Sportello del consumatore (numero verde 800166654).Allo scopo di accompagnare questo passaggio e migliorare la comprensione e la partecipazione dei clienti finali al mercato libero, sono stati introdotti alcuni importanti obblighi per i venditori di energia elettrica e gas, per il Ministero dello sviluppo economico e per l'Autorità, tra cui :
la predisposizione di offerte "standard" per i clienti finali (offerte PLACET)l'attivazione del Portale offertel'istituzione dell'Elenco dei venditori di energia elettricala predisposizione di Linee guida per promuovere le Offerte commerciali a favore dei gruppi d’acquisto
BONUS LUCE, ACQUA E GAS: COME CAMBIANO DAL PRIMO GENNAIO 2021
Sono molte le famiglie e i cittadini che, anche a causa della crisi da pandemia, sono costrette/i a vivere situazioni di disagio socio-economico. Secondo i dati pubblicati dall’ISTAT, già prima del coronavirus, ossia nel 2018, circa il 36% delle famiglie italiane arrivava a fine mese con enormi sforzi, figuriamoci le difficoltà di oggi.
Lo Stato interviene con misure di sostegno al reddito ma non sempre sono sufficienti e, a volte, le criticità anche nel richiedere gli aiuti, indeboliscono le persone al punto che vi rinunciano pur avendone diritto. Infatti, solo il 35% degli aventi diritto richiede e ottiene i bonus sociali. È proprio grazie alla collaborazione tra il Governo, l’ARERA, ossia l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, e i Comuni che sono stati introdotti i Bonus luce, acqua e gas.
Bonus luce, acqua e gas che altro non sono, se non degli sconti sulle utenze di casa, riservati ai nuclei familiari in condizioni di disagio economico e con redditi ISEE molto bassi. L’importo degli sconti di luce e gas varia, di anno in anno, e a seconda del numero dei componenti della famiglia. Maggiore è il numero, maggiori sono gli sconti stabiliti dall’Autorità. Per il Bonus acqua, invece, il valore dello sconto è standard. Si riconoscono al cittadino circa 50 litri al giorno di acqua gratuitamente.
Dal primo gennaio 2021, ecco come cambiano i Bonus luce, acqua e gas.
Coloro che appartengono ad un nucleo familiare con reddito ISEE non superiore ad euro 8.265 oppure ad un nucleo familiare numeroso con almeno quattro figli a carico e con un reddito ISEE non superiore a 20mila euro. O, ancora, coloro che appartengono a un nucleo familiare in cui almeno un membro sia titolare del reddito, o pensione di cittadinanza, non dovranno più presentare alcuna domanda ai Comuni o CAF per ottenere i Bonus luce, acqua e gas 2021.
Basterà presentare ogni anno, a partire dal primo gennaio 2021, la sola DSU, ossia la Dichiarazione Sostitutiva Unica.
Una volta presentata la dichiarazione, e accertata la sussistenza dei requisiti minimi richiesti per ottenere i bonus sociali, gli interessati non dovranno fare altro che aspettare gli sconti.
Fonte: Proiezionidiborsa.it
VOLTURA E SUBENTRO
Con voltura si intende l'operazione con la quale si chiede di cambiare l'intestatario di un utenza ancora attiva. Il subentro, invece, lo si chiede quando il contatore non è attivo e desideriamo riattivarlo. Le operazioni di voltura o subentro sono necessarie in caso di trasloco in una nuova abitazione.
Quanto costa fare una voltura o un subentro?
Luce: i costi di voltura o subentro in regime di maggior tutela sono fissati dall'Autorità, nel caso non si chieda un aumento di potenza, sono pari a circa 77,00 Euro (25,81 di oneri amministrativi, 23,00 Euro di contributo fisso e 16,00 Euro di imposta di bollo + IVA). In regime di mercato libero, vengono applicati 25,81 Euro di contributo fisso + una quota di servizio variabile da fornitore a fornitore.
Gas: I costi di voltura o subentro sia in regime di maggior tutela che nel mercato libero variano da un fornitore all'altro e sono indicati nel contratto.
Quanto tempo occorre per fare un subentro o una voltura?
I tempi tecnici per una voltura sono: 2 giorni lavorativi (massimo) da parte del fornitore per trasmettere i dati al distributore, il quale a sua volta necessita di almeno 2 giorni lavorativi per la registrazione della voltura.
I tempi tecnici per il subentro invece sono di 7 giorni lavorativi per il subentro luce (2 giorni perché il fornitore trasmetta i dati e 5 giorni per il distributore per eseguire l'operazione); 12 giorni lavorativi invece per il subentro gas (2 giorni per il fornitore e 10 per il distributore che deve inviare un tecnico previo appuntamento)
Cosa serve per effettuare una voltura o un subentro?
Per effettuare una voltura o un subentro sarà necessario avere: documento di identità; codice POD o PDR; autolettura del contatore; coordinate del conto corrente, autocertificazione di residenza; potenza impegnata (per la luce).